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25-26 gennaio 12

mercoledì 25 gennaio
I FOUGHT THE LAW: sulla strada in fuga dalla legge


ore 20,30:
La grande rapina al treno
di Edwin Stanton Porter
con George Barnes, Max Anderson, Marie Murray, Frank Hanaway, Mary Snow.
Titolo originale The Great Train Robbery. Muto, b/n durata 11 min. USA 1903
(16 mm)

Il film è basato su un vero avvenimento di cronaca, l’assalto a un treno postale. È composta da quattordici inquadrature indipendenti, dette anche “quadri”, collegate tra di loro da un semplice montaggio che le concatena una all’altra. Si tratta di uno dei primi esempi di racconto “lineare”, cioè di narrazione articolata senza grandi salti di tempo in avanti o all’indietro (overlap). Il “lieto fine” è un esempio precoce dello schema classico del cinema americano, che travalica un po’ quello che in realtà successe. E’ stato uno dei grandi successi della storia del cinema, interpretato da uno dei primi divi del cinema western, Broncho Billy. Celebre l’ emblematic - shot in cui un bandito spara contro la macchina da presa, cioè verso gli spettatori. Prodotto dalla Edison Company, costò 150 dollari e fu messo in commercio in centinaia di copie a 11 dollari l’una.

ore 20,45:
Charlot fuorilegge
di Charles Chaplin
con Charles Chaplin, Edna Purviance, Wesley Ruggles, James T. Kelley, Leo White, John Rand.
Titolo originale: Police. Muto, durata 20 min. - USA 1916
(16 mm)

Charlot appena liberato dal carcere viene truffato da un impostore. Un ex compagno di carcere lo convince a svaligiare una casa ma, subito sorpresi dalla proprietaria vengono denunciati alla Polizia. La ragazza tuttavia, notandone il candore con uno stratagemma lo salva da fine certa in galera. Ristabilita la calma, nel congedarlo, gli fa anche dono di qualche denaro e di un fiore. Stringendoselo al petto, col cuore colmo di gioia, il vagabondo s’incammina lungo la strada solitaria pronto ad affrontare nuove avventure, ma la sagoma di un poliziotto compare da lontano e con una brusca inversione di marcia l’omino si allontana saltellando nella direzione opposta.

ore 21,05:
Cani arrabbiati
Un film di Mario Bava
con Riccardo Cucciolla, Lea Lander, Maurice Poli, Don Backy, George Eastman.
Titolo originale: Rabid Dogs. durata 96 min. Italia 1974
(video)

Claustrofobico incubo on-the-road, questo film segna una svolta “realista” da parte del più osannato maestro dell’horror italiano: Mario Bava. Poco nota in patria perché edita due decenni dopo la realizzazione, l’opera si presenta come un concentrato di cruda violenza, colpi di scena e ferocia: cocktail votato all’intrattenimento in grado di fare cassa all’epoca, quanto di ispirare i massimi esponenti del prolifico filone del pulp moderno. Abbondanti le assonanze tra “Rabid Dogs” (questo il titolo inglese) e “Reservoir Dogs” (Le Iene) di Tarantino. Quattro delinquenti rapinano una banca ma qualcosa va storto, la polizia interviene e uno di loro viene ucciso. I tre rimasti riescono in qualche modo a fuggire in auto con il bottino ed a prendere in ostaggio un uomo, un bambino ed una donna. In una corsa continua sulle autostrade italiane, bestialità e scontri interni alla banda porteranno ad esiti imprevedibili. Il film di Bava offre un intrattenimento malsano ma efficace. Sprezzante, disturbante, a tratti insostenibile ritratto dei baratri più profondi della bassezza umana, ma anche capolavoro del thrilling di genere.

ore 22,45:
Daunbailò
di Jim Jarmusch
con Tom Waits, Roberto Benigni, John Lurie, Nicoletta Braschi, Ellen Barkin.
Titolo originale: Down by Law. b/n durata 104 min. - USA 1986
(35 mm)

Siamo a New Orleans. Zack e Jack, due perdigiorno che vivono ai margini della malavita, si fanno incastrare per truffa e finiscono in galera. Nella stessa cella viene rinchiuso anche l’italiano Bob che ha commesso un omicidio involontario. Quest’ultimo vivacizza la cupa atmosfera carceraria con la sua irresistibile verve, e con il suo inglese maccheronico informa i compagni di un piano d’evasione. I tre scappano da un passaggio segreto, attraversando boschi e paludi, ma perdono la bussola e si rendono conto che da giorni girano in tondo. I due americani perdono le staffe, mentre Bob cerca come sempre di trovare il lato comico e positivo delle cose. Una notte passata in una solitaria locanda dà loro un po’ di respiro; ma all’alba Zack e Jack si mettono di nuovo in cammino prendendo direzioni opposte. Bob invece rimane, accolto dalla locandiera, anch’essa italiana. Partendo da una sceneggiatura con un largo margine d’improvvisazione, Jarmusch mescola i generi, gli stili, i toni, ma soprattutto lascia liberi i tre attori in un gioco di ironie che si alternano.










giovedì 26 gennaio
I FOUGHT THE LAW: sulla strada in fuga dalla legge


ore 20,30:
Un mondo perfetto
di Clint Eastwood
con Kevin Costner, Clint Eastwood, Laura Dern, T.J. Lowther, Keith Szarabajka.
Titolo originale A Perfect World. durata 135 min. - USA 1993
(35 mm)

Nella notte di Halloween del 1963, i due detenuti Butch Haynes e Terry Pugh riescono ad evadere dal carcere di Huntsville in Texas. In cerca di un’auto con cui fuggire, Terry, il più pericoloso e perverso dei due, fa irruzione nella casa di una famiglia di testimoni di Geova. Nel tentativo di molestare la donna, attira le attenzioni del vicinato e costringe Butch a scappare, trattenendo in ostaggio il piccolo Phillip. Ad occuparsi del caso -a un anno dalle nuove elezioni e a poche settimane dalla visita del presidente Kennedy a Dallas- è il capo della polizia Red Garnett. Per Clint Eastwood attuare una riflessione sui generi che egli stesso ha contribuito a creare, significa parlare non solo al cinema ma all’intera coscienza culturale degli Stati Uniti. Dopo un (post)western decadente (Gli spietati), un ritorno al cinema d’azione che fa i conti con la recente storia americana (Nel centro del mirino) e un’inedita attenzione per i rapporti intergenerazionali (La recluta), con Un mondo perfetto, Eastwood riprende in mano uno ad uno i grandi temi etici e narrativi che più paiono stargli a cuore. Un racconto di evasione, di epica paesaggistica all’interno dei vasti territori texani, di caccia all’uomo, di violenza e di redenzione. Eastwood si ritaglia nella cornice della storia il ruolo di burbero e solitario capo della polizia. La fuga in Alaska sognata dal personaggio di Kevin Costner si configura come un tentativo di raddrizzare il mondo moderno, come l’espressione del desiderio di ripartire dal rapporto fra padri e figli.
L’ideale del regista sarebbe un ritorno a quello sguardo infantile che l’America pare aver perso definitivamente il 22 novembre 1963 a Dallas.


ore 22,45:
Assassini nati - Natural Born Killers
di Oliver Stone
con Robert Downey Jr., Juliette Lewis, Tommy Lee Jones, Woody Harrelson.
Titolo originale: Natural Born Killers. durata 120 min. USA 1994
(35 mm)

Due giovani, un ragazzo e una ragazza, seminano il panico e la morte. Sono serial killer senza scrupoli e senza una vera e propria ragione. Imprigionati al 54° omicidio, dopo essere ormai diventati divi della televisione, riescono a fuggire. Il regista dice di essersi ispirato ad Arancia meccanica per la scelta grottesca, ma il debito maggiore lo ha nei confronti di Cuore selvaggo di Lynch. Ciò detto, il film è comunque il migliore che Stone abbia realizzato da anni perché smuove lo spettatore, alimenta la discussione, cerca strade nuove passando da altre già segnate, scegliendo l’iperrealismo rispetto a pellicole dello stesso genere come Il cameraman e l’assassino. Natural born killers incarna la violenza-spettacolo, denuncia lo strapotere dei mass media, e mischia fumetti a formati di pellicola diversi in maniera suggestiva. La musica è quanto mai varia, spaziando dalle atmosfere di Peter Gabriel al rock di Patti Smith, da Puccini fino alla voce demoniaca di Diamanda Galas. Il film è tratto da un soggetto di Quentin Tarantino.








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