CineCittà cineclub


Vai ai contenuti

Menu principale:


17-18 febbraio 10

Programma






mercoledì 17 febbraio



IL CINEMA DI NANNI MORETTI
ore 21,00

PALOMBELLA ROSSA (Id.) di Nanni Moretti
con Nanni Moretti, Silvio Orlando, Mariella Valentini, Alfonso Santagata.
ITA 1989 col. 89 min.


Michele Apicella, deputato comunista e giocatore di pallanuoto, ha perso la memoria in un incidente d’auto. Gli amici, i giornalisti e i compagni lo incalzano perché ricordi: soprattutto il gesto clamoroso da lui compiuto. Ma Michele riesce solo a racimolare brandelli della sua memoria: bambino ai primi allenamenti, una strana tribuna politica. Intanto la partita va avanti ma sarà proprio lui a sbagliare il rigore decisivo. Nell’anno del crollo del muro di Berlino, Moretti tratta la crisi della sinistra con toni onirici e ironici, ricorrendo anche a insert del suo cortometraggio d’esordio (“La sconfitta”) e del “Dottor Zivago”.


ore 22,45
CARO DIARIO (Id.) di Nanni Moretti
con Nanni Moretti, Silvia Nono, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller.
ITA 1993 col. 95 min.


Diviso in tre momenti distinti, il film di Moretti è giunto nelle sale a distanza di quattro anni da Palombella rossa. Nel frattempo ha interpretato Il portaborse e diretto il film-documento La cosa. Nella prima parte di Caro diario, intitolata In vespa, siamo a Roma nel mese d'agosto. Il personaggio-protagonista girovaga, cercando quartieri e luoghi inusuali. Va al cinema e vede, oltre a un film italiano minimalista sulle sconfitte presunte della sinistra e del '68, Henry-Pioggia di sangue. Trovandolo brutto e troppo violento, decide di fare un terzo grado a un critico, che ne ha scritto le lodi con un linguaggio pseudo-colto e incomprensibile (piccola apparizione di Carlo Mazzacurati). Dopo aver osservato delle coppie ballare il merengue, incontra Jennifer Beals. Infine visita il luogo dove è stato ucciso Pier Paolo Pasolini. Nella seconda parte, Isole, la più disimpegnata e divertente, incontra un amico che non ama la televisione. Insieme girano le isole Eolie fino a quando la tranquillità e la solitudine non fanno esplodere l'amico, che si converte a Beautiful e a Chi l'ha visto?e fugge verso il continente. La terza parte, Medici, è invece la cronistoria, con una ripresa iniziale autentica, della lunga malattia che Moretti aveva contratto. Diagnosi e medicine sbagliate, medici poco disposti ad ascoltare. Poi il paradosso finale: quella che sembrava una malattia della pelle era un tumore benigno e i sintomi erano riportati da una semplice enciclopedia medica. Lineare e semplice, questo film di Moretti conferma l'originalità e la suggestiva visione cinematografica dell'autore. Bravo Renato Carpentieri. Il regista ha ottenuto la Palma d'Oro al Festival di Cannes.



giovedì 18 febbraio



JAZZ CARTOONS

ore 21,00
ANTOLOGIA CARTOONS
UB IWERKS, WALT DISNEY, PAUL TERRY, RUDOLPH ISING.
animazione
USA 1930-35

I più grandi Maestri del primo Cinema d'Animazione riuniti in un florilegio memorabile. Cartoons di culto a gogò soavemente sonorizzati.



IL CINEMA DI NANNI MORETTI
ore 22,45
LA STANZA DEL FIGLIO (Id.) di Nanni Moretti
con Laura Morante, Nanni Moretti, Jasmine Trinca, Giuseppe Sanfelice.
ITA-FRA 2001 col. 100 min.


L'appartamento è lindo, ordinato, con libri e arredi di buon gusto. Sommesso e garbato, spesso sul filo dell'ironia, il protagonista assiste una schiera di pazienti spesso in realtà impazienti. Fra costoro spiccano, ciascuno con i suoi problemi, Stefano Accorsi, Claudia Della Seta e soprattutto il bravissimo Silvio Orlando, al quale tocca un personaggio con un peso singolare nell'arco della vicenda. Fissato da tempo sull'idea del suicidio, il nevrotico telefona perché l'analista corra subito a casa sua. Nanni si precipita, rinunciando a una passeggiata con il figlio che va in gita con i subacquei. La sorpresa che Silvio non intende più suicidarsi perché nell'atto di scoprirsi malato di cancro ha deciso che vuol vivere. Intanto, però l'immersione del ragazzo nelle acque dell'Adriatico ha avuto un'imprevedibile conseguenza fatale. Sobrietà e crudezza estrema (è tremendo il rumore che fanno le viti per chiudere il feretro) caratterizzano il forte capitolo funebre. Stroncato dal dolore, il padre si tormenta nella vana ricerca di una logica impossibile: "Se non fossi accorso dal paziente, non sarebbe successo". La tragedia mette in crisi i rapporti del protagonista con la moglie e la figlia e innesta in lui un senso di sfiducia che lo indurrebbe ad abbandonare il suo lavoro. Il filo di Arianna che aiuta la famiglia a trovare una via d'uscita dal doloroso labirinto è l'arrivo di una lettera indirizzata da una certa Arianna (si chiama proprio così, sarà un caso ? E sarà un caso che l'appartamento è un dedalo di corridoi?) al ragazzo scomparso che crede ancora vivo. Bisogna vedere con quanta fantasiosa delicatezza l'autore inventa gli ultimi rischiosi episodi pilotando i suoi personaggi in un viaggio notturno verso la solarità della Costa Azzurra. L'"io" dei precedenti film di Nanni Moretti si trasferisce dal diario al romanzo senza perdere in mordente e attingendo anzi a una nuova maturità nella definizione di uno stile sempre più essenziale e raffinato. Così fanno gli scrittori veri quando riescono ad andare in fondo alle cose. che Nanni stia diventando un classico ? Parliamoci chiaro. Se fosse davvero un caro estinto, come pretendono i critici di Le Monde, riuscirebbe il cinema italiano a produrre un capolavoro come questo? Altro che morto fra due mesi i francesi si ritroveranno " La stanza del figlio " a Cannes e c'è un serio rischio che il film si porti via la Palma d'oro sotto il loro naso. Perdurando l'effetto emozionale che suscita questa pellicola straordinaria, in grado di colpire al cuore chiunque sotto qualunque cielo, mi sbilancerò ulteriormente. E direi che se per caso Moretti, a cominciare da questo fine settimana, non riuscisse a mobilitare un grandissimo numero di spettatori, ne dovremo concludere che viviamo davvero in un Paese dove una torpida indifferenza sta prendendo il potere o dove si trova sempre meno il coraggio di ragionare, di solidarizzare e di guardare in faccia la realtà.
Da Il Corriere della Sera, 8 marzo 2001


CineCittà cineclub via Pisana 576 Firenze tel.& fax +39 055 7324510 | info@cinecittacineclub.org

Torna ai contenuti | Torna al menu