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10-11 febbraio 10

Programma






mercoledì 10 febbraio



IL CINEMA DI NANNI MORETTI

ore 20,45

LA STANZA DEL FIGLIO (Id.) di Nanni Moretti
con Laura Morante, Nanni Moretti, Jasmine Trinca, Giuseppe Sanfelice.
ITA-FRA 2001 col. 100 min.


L'appartamento è lindo, ordinato, con libri e arredi di buon gusto. Sommesso e garbato, spesso sul filo dell'ironia, il protagonista assiste una schiera di pazienti spesso in realtà impazienti. Fra costoro spiccano, ciascuno con i suoi problemi, Stefano Accorsi, Claudia Della Seta e soprattutto il bravissimo Silvio Orlando, al quale tocca un personaggio con un peso singolare nell'arco della vicenda. Fissato da tempo sull'idea del suicidio, il nevrotico telefona perché l'analista corra subito a casa sua. Nanni si precipita, rinunciando a una passeggiata con il figlio che va in gita con i subacquei. La sorpresa che Silvio non intende più suicidarsi perché nell'atto di scoprirsi malato di cancro ha deciso che vuol vivere. Intanto, però l'immersione del ragazzo nelle acque dell'Adriatico ha avuto un'imprevedibile conseguenza fatale. Sobrietà e crudezza estrema (è tremendo il rumore che fanno le viti per chiudere il feretro) caratterizzano il forte capitolo funebre. Stroncato dal dolore, il padre si tormenta nella vana ricerca di una logica impossibile: "Se non fossi accorso dal paziente, non sarebbe successo". La tragedia mette in crisi i rapporti del protagonista con la moglie e la figlia e innesta in lui un senso di sfiducia che lo indurrebbe ad abbandonare il suo lavoro. Il filo di Arianna che aiuta la famiglia a trovare una via d'uscita dal doloroso labirinto è l'arrivo di una lettera indirizzata da una certa Arianna (si chiama proprio così, sarà un caso ? E sarà un caso che l'appartamento è un dedalo di corridoi?) al ragazzo scomparso che crede ancora vivo. Bisogna vedere con quanta fantasiosa delicatezza l'autore inventa gli ultimi rischiosi episodi pilotando i suoi personaggi in un viaggio notturno verso la solarità della Costa Azzurra. L'"io" dei precedenti film di Nanni Moretti si trasferisce dal diario al romanzo senza perdere in mordente e attingendo anzi a una nuova maturità nella definizione di uno stile sempre più essenziale e raffinato. Così fanno gli scrittori veri quando riescono ad andare in fondo alle cose. che Nanni stia diventando un classico ? Parliamoci chiaro. Se fosse davvero un caro estinto, come pretendono i critici di Le Monde, riuscirebbe il cinema italiano a produrre un capolavoro come questo? Altro che morto fra due mesi i francesi si ritroveranno " La stanza del figlio " a Cannes e c'è un serio rischio che il film si porti via la Palma d'oro sotto il loro naso. Perdurando l'effetto emozionale che suscita questa pellicola straordinaria, in grado di colpire al cuore chiunque sotto qualunque cielo, mi sbilancerò ulteriormente. E direi che se per caso Moretti, a cominciare da questo fine settimana, non riuscisse a mobilitare un grandissimo numero di spettatori, ne dovremo concludere che viviamo davvero in un Paese dove una torpida indifferenza sta prendendo il potere o dove si trova sempre meno il coraggio di ragionare, di solidarizzare e di guardare in faccia la realtà.
Da Il Corriere della Sera, 8 marzo 2001


IL FANTASMAGORICO EMILE COHL
ore 22,45
LE RATELIER
FANTASMAGORIE
PROFESSOR BONEHEAD IS SHIPWRECKED
MOBELIERE FIDELE
LE PEINTRE NEOIMPRESSIONISTE
BEWITCHED MATCHES (1908-1913)


Emile Cohl esordì nel 1907 e introdusse il disegno animato nel cinema, inventando di fatto il cinema di animazione nella sua veste definitiva; più che per il tratto nitido e i nuovi procedimenti tecnici, i suoi cortometraggi si distinguono per la vivace fantasia che li anima, facendo sovente ricorso al repertorio dell’assurdo (disegni che si creano da sè), e per l’umanizzazione degli animali, una delle sue tante idee che divennero degli stereotipi del genere. Pescò in ugual misura dalla letteratura classica e dalla vita quotidiana, ma eccelse soprattutto dove seppe piegare questi spunti alla sua fantasia surreale.

giovedì 11 febbraio



BETTY BOOP E GLI ALTRI

ore 21,00
ANTOLOGIA JAZZ CARTOONS

Betty Boop nasce nel 1931 dall’intuizione dei fratelli Fleischer, che in competizione con la Walt Disney decisero di creare un personaggio trasgressivo che andasse contro i canoni degli allora personaggi puritani creati dalle altre case cinematografiche.
Per delineare tale personaggio i fratelli Fleischer si avvalsero delle sembianze di attrici famose come Mae West, per il corpo, Helen Kane per il volto e Betty Grable per il carattere molto prorompente dell’attrice e del personaggio stesso.
L’affascinante Betty Boop è sicuramente il personaggio più sexy della storia del comics. Al pubblico piacque molto soprattutto per le sue caratteristiche fisiche e per le sue movenze da donna fatale, ed era solita salire sul palcoscenico con vestiti trasparenti, gonne corte e scollature che mettevano per la prima volta in evidenza le forme del seno. Nel 1934 di seguito allo smisurato successo ne nacque anche un fumetto ed in contemporanea a questo la censura si fece sentire sul personaggio arrestandone il successo. Presenteremo in 4 serate imperdibili gustose antologie di cartoons di Betty e di molti altri personaggi che con lei condivisero il successo dei primi anni del Cinema d’animazione, come Krazy Kat, Oswald Rabbit, Kiko the Kangaroo, Felix the cat.
Soavi temi jazz accompagneranno le proiezioni dei cartoons muti.




IL CINEMA DI NANNI MORETTI
ore 22,45
IL CAIMANO (Id.) di Nanni Moretti
con Silvio Orlando, Margherita Buy, Jasmine Trinca, Nanni Moretti, Giuliano Montaldo.
ITA-FRA 2006 col. 112 min.

Berlusconi è un disastro personale nel disastro d'Italia. Il caimano di Nanni Moretti è un bel film, divertente, ardito, politicamente di parte e molto intelligente. Comincia con il regista Paolo Virzì (è soltanto il primo: ci sono pure Giuliano Montaldo, Paolo Sorrentino, Carlo Mazzacurati che fa un cameriere, i registi-attori Nanni Moretti, Michele Placido, Jerzy Stuhr), interprete d'un horror politico d'altri tempi in cui durante un matrimonio maoista la sposa infilza lo sposo. Finisce con un brano di film-nel-film in cui il Caimano, al termine d'un processo dalla durata infinita, condannato a 7 anni di carcere, all'interdizione dai pubblici uffici e alle spese processuali, inveisce contro i magistrati, che vengono lapidati e aggrediti da una folla inferocita, annuncio di sovversione: davvero non si tratta di un lieto fine.
Jasmine Trinca, giovane regista debuttante che vuoi fare un film anti-Berlusconi, si rivolge al produttore Silvio Orlando dopo molti dinieghi: è l'ultima chance, per un uomo che ha sempre prodotto film trash («Mocassini assassini», «Maciste contro il dottor Freud», «Cateratte»), disoccupato da dieci anni, senza un soldo, afflitto da una grave crisi coniugale. La moglie vuole la separazione e l'affidamento dei due figli piccoli, lui soffre in modo straziante: questa parte (anche Moretti ha attraversato un'esperienza simile) è forse la parte più commovente e bella del film, insieme con il rapporto con i bambini. Attraverso le necessità del film, la sua sceneggiatura e il produt tore straniero («Mi diverte l'idea di raccontare l'Italietta berlusconiana, il vostro andare sempre più a fondo»), si ricostruiscono i momenti più noti e discussi della vita del personaggio Berlusconi: la sua ricchezza («Ma da dove vengono tutti questi soldi?»), le imprese edili, gli incontri con la Guardia di Finanza, le televisioni private con lui tra ballerine seminude, gli andirivieni del patrimonio nelle banche svizzere, i colloqui con «il giornalista che ama scrivere male di lui» (è Toni Bertorelli a interpretare un possibile Montanelli), la «discesa in campo» politico («L'Italia è il Paese che amo»), per altre scene si ricorre a spezzoni televisivi diretti che dalle nostre tv non sono mai stati presentati.
Però Michele Placido, che dopo rifiuti di altri attori si era impegnato a impersonare il Caimano, si ritira: e senza il suo nome il progetto fallisce. Resta possibile soltanto girare una giornata del Caimano, quella del processo e della sentenza. Placido è bravissimo nel ruolo significativo dell'attore che a poco a poco si lascia sedurre dal personaggio. Il caimano è impersonato da un sosia, da Placido, da se stesso, da Nanni Moretti: l'interprete più efficace e bravo è l'ultimo. Silvio Orlando è magnifico ma tutti gli attori sono eccellenti, come eccellente è l'intrecciarsi di film, filmati e citazioni tv, di fiction e realtà.
Da La Stampa, 24 marzo 2006


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